Subentro o nuovo allaccio: come capire qual è la scelta giusta per te

Subentro o nuovo allaccio: due termini che chi si trova ad entrare in una nuova casa o in un locale commerciale sente spesso, ma che non tutti comprendono davvero. Capire la differenza tra queste due operazioni è essenziale per evitare di perdere tempo, soldi e soprattutto per riattivare la fornitura di luce o gas nel modo corretto.

Perché è importante sapere se serve un subentro o un nuovo allaccio

Molti clienti, quando acquistano o affittano una casa, si trovano davanti a un contatore spento e si chiedono se sia necessario un subentro o nuovo allaccio. A prima vista sembrano procedure simili, ma in realtà sono due interventi molto diversi sia nei tempi che nei costi.

Capire se occorre un subentro o nuova attivazione non è solo una questione burocratica: può influenzare notevolmente la spesa in bolletta e i tempi di attesa. Un errore nella scelta della pratica può comportare settimane di ritardo o la necessità di presentare nuovi documenti.

Negli anni, ho seguito personalmente centinaia di clienti che avevano richiesto un nuovo allaccio quando in realtà bastava un subentro, e viceversa. Il risultato? Spreco di tempo e costi inutili. Ecco perché è fondamentale conoscere le regole e valutare con attenzione.

Differenza tra subentro e nuovo allaccio: tutto quello che devi sapere

La differenza tra subentro e nuovo allaccio è più semplice di quanto si pensi. Il subentro serve quando il contatore è già installato ma la fornitura è stata disattivata. In questo caso, basta riattivare la linea con un nuovo contratto di fornitura.

Il nuovo allaccio invece si utilizza quando il contatore non è mai stato installato. È quindi necessario creare un nuovo punto di connessione alla rete, operazione che viene eseguita dal distributore locale, come E-Distribuzione per la luce o Italgas per il gas.

Per esempio, se entri in un’abitazione di nuova costruzione dove non è mai stata attiva alcuna utenza, dovrai richiedere un nuovo allaccio. Se invece il contatore c’è ma risulta chiuso, allora è sufficiente un subentro.

Come capire se ti serve un subentro o un nuovo allaccio

Il modo più semplice per capirlo è guardare il contatore.

Se è presente e mostra delle luci o un display, significa che è già connesso alla rete e probabilmente serve solo un subentro.

Se invece il contatore non c’è, o se i cavi non arrivano fino alla tua abitazione, allora serve un nuovo allaccio.

Puoi anche verificare la situazione chiedendo direttamente al distributore locale. Per l’energia elettrica, il punto di riferimento è E-Distribuzione, mentre per il gas puoi contattare Italgas.

Esempio pratico

Immagina di trasferirti in un appartamento che è rimasto vuoto per qualche mese. Se il precedente inquilino aveva disdetto il contratto, ti troverai un contatore chiuso: in questo caso serve un subentro.

Al contrario, se la casa è nuova e mai abitata, senza alcuna utenza attiva in passato, allora dovrai richiedere un nuovo allaccio con posa del contatore da parte del distributore.

Subentro o nuova attivazione: quando usare l’uno o l’altro

Molti confondono anche i termini subentro o nuova attivazione. La nuova attivazione si effettua quando il contatore è già installato, ma non è mai stato attivato in precedenza. In pratica, si tratta di un caso intermedio tra subentro e nuovo allaccio.

Se non sei sicuro, puoi consultare il mio articolo dedicato su differenza tra subentro e voltura, dove spiego nel dettaglio come distinguere le principali pratiche legate alle utenze luce e gas.

Conoscere le differenze ti aiuterà a comunicare meglio con i fornitori e ad evitare di richiedere la procedura sbagliata.

Costi e tempi di subentro e nuovo allaccio

I costi di un subentro sono generalmente molto più bassi rispetto a quelli di un nuovo allaccio. In media, un subentro costa tra 50 e 80 euro e viene completato entro 5-7 giorni lavorativi.

Un nuovo allaccio invece può costare da 200 fino a oltre 1000 euro, a seconda della distanza dalla rete elettrica e della potenza richiesta. I tempi possono variare dai 15 ai 60 giorni, poiché il distributore deve eseguire lavori fisici di collegamento.

Se vuoi approfondire quanto incidono i costi fissi delle utenze sul totale della bolletta, puoi leggere l’articolo costi fissi in bolletta, dove spiego come calcolare le componenti di spesa energetica.

Chi gestisce la pratica

Nel caso del subentro, la richiesta viene gestita direttamente dal fornitore (ad esempio Enel Energia, Plenitude, Sorgenia, ecc.).

Per il nuovo allaccio, invece, è E-Distribuzione o un altro distributore locale a occuparsi dei lavori tecnici. Il fornitore si limita a trasmettere la richiesta e ad attivare la fornitura una volta completata la connessione.

Come richiedere un subentro o nuovo allaccio

La procedura per richiedere un subentro o nuovo allaccio è ormai completamente digitale. Tutti i principali fornitori consentono di inviare la domanda online, caricando i documenti necessari.

Per il subentro basta avere a disposizione:

  • Documento d’identità del titolare;
  • Codice POD (per la luce) o PDR (per il gas);
  • Autolettura del contatore;
  • Codice fiscale e indirizzo di fornitura.

Per un nuovo allaccio, invece, serviranno anche:

  • Modulo di richiesta allaccio compilato (disponibile sul sito di E-Distribuzione);
  • Planimetria o mappa catastale del sito;
  • Potenza richiesta in kW;
  • Coordinate GPS o indicazione esatta del punto di prelievo;
  • Eventuale autorizzazione edilizia se l’impianto è nuovo.

Dove inviare la domanda

La richiesta di subentro si effettua direttamente al proprio fornitore, mentre la richiesta di nuovo allaccio passa da E-Distribuzione o dal distributore locale.

Per informazioni aggiornate su tempi e modulistica puoi consultare anche il portale ufficiale ARERA, che regola tutti i rapporti tra fornitori e utenti.

Subentro o nuovo allaccio: cosa conviene davvero?

In termini di tempi e costi, il subentro è sempre la soluzione più conveniente, quando possibile. Tuttavia, non è sempre applicabile. Se non esiste un contatore fisico, l’unica opzione è il nuovo allaccio.

Molti clienti mi chiedono se conviene attendere o procedere subito. La risposta dipende dal tipo di immobile e dalla necessità di attivare la fornitura in tempi brevi. Un buon consiglio è quello di contattare subito il fornitore e chiedere una verifica tecnica.

Chi sta acquistando casa può anche controllare con l’agenzia immobiliare o il vecchio proprietario se l’utenza era attiva. A volte basta una semplice voltura invece di un subentro o nuovo allaccio, con un risparmio immediato.

E se si tratta di un impianto fotovoltaico?

Nel caso di impianti fotovoltaici, la procedura segue regole a parte. È spesso necessario un nuovo allaccio dedicato all’impianto di produzione, distinto dal contatore di consumo. Puoi approfondire leggendo l’articolo su allaccio contatore Enel, dove spiego nel dettaglio le fasi tecniche.

Consigli per evitare errori durante la richiesta

Prima di inviare la domanda di subentro o nuovo allaccio, assicurati di:

  • Verificare la presenza del contatore;
  • Accertarti del codice POD o PDR corretto;
  • Richiedere un preventivo aggiornato e ufficiale;
  • Controllare che l’impianto elettrico o del gas sia conforme alle normative CEI.

Un errore nella compilazione dei dati o nella scelta della pratica può bloccare l’intera procedura per settimane. Se hai dubbi, puoi sempre rivolgerti a un consulente energetico o contattare direttamente il distributore.

Conclusione: subentro o nuovo allaccio, la scelta giusta fa risparmiare tempo e denaro

Capire se serve un subentro o nuovo allaccio è fondamentale per gestire correttamente le utenze domestiche. La differenza tra subentro e nuovo allaccio può sembrare minima, ma incide su costi, tempi e documentazione.

Prima di richiedere qualsiasi intervento, analizza bene la situazione e consulta fonti affidabili come ARERA o E-Distribuzione.

Per approfondire altri argomenti correlati, puoi leggere anche voltura luce e gas o nuova attivazione luce.

Conoscere la differenza tra subentro o nuovo allaccio ti permette di agire in modo consapevole, evitando errori e ritardi inutili. E come ogni buon consulente energetico consiglia: l’informazione giusta, al momento giusto, vale più di qualsiasi preventivo.

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