Il DL 175/2025 è il nuovo decreto legge che interviene su due fronti molto importanti per l’energia in Italia.
Da una parte aggiorna il Piano Transizione 5.0, cioè il sistema di crediti d’imposta per le imprese che investono in tecnologie efficienti e digitali.
Dall’altra ridefinisce in modo più chiaro le aree idonee alle fonti rinnovabili, cioè dove è possibile installare impianti fotovoltaici, eolici e altre FER con regole più semplici.
L’obiettivo è accelerare gli investimenti in energia pulita e allo stesso tempo dare regole stabili a imprese, amministrazioni locali e cittadini.
Il testo completo del decreto è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, nella pagina dedicata al DL 21 novembre 2025, n. 175.
Cosa sono le aree idonee alle rinnovabili
Con il termine aree idonee si indicano le zone del territorio dove la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili è considerata in linea con gli obiettivi nazionali e con i vincoli paesaggistici e ambientali.
In queste aree le autorizzazioni dovrebbero essere più veloci e più prevedibili.
Il DL 175/2025 interviene dopo mesi di discussioni tra Stato e Regioni e dopo alcune sentenze che avevano criticato norme troppo restrittive, in particolare sulle distanze da siti tutelati.
Ora vengono introdotti criteri nazionali più omogenei per indicare dove si può installare e dove invece non è consentito.
Le principali novità per gli impianti a terra
Per gli impianti a terra, come il fotovoltaico in campo aperto o l’eolico onshore, il decreto individua alcune tipologie di aree che sono considerate automaticamente idonee o comunque preferenziali.
Aree industriali, artigianali e produttive.
Qui gli impianti rinnovabili sono visti come una forma di riqualificazione energetica delle zone già compromesse.
Siti di repowering.
Sono le aree dove esistono già impianti eolici o fotovoltaici e si procede a sostituzione o potenziamento, con un aumento limitato dell’area occupata.
Cave, discariche, aree degradate.
Spazi difficili da riutilizzare per altre attività, che possono ospitare impianti rinnovabili riducendo l’impatto sul paesaggio agricolo.
Più attenzione invece per il fotovoltaico a terra in aree agricole.
Il decreto introduce limiti più chiari, per evitare una copertura eccessiva di terreni agricoli produttivi, prevedendo comunque eccezioni per impianti innovativi come l’agrivoltaico.
Le novità per gli impianti in mare e l’eolico offshore
Il DL 175/2025 non si ferma alla terraferma.
Tra le novità ci sono anche regole per le aree idonee in mare, dove installare impianti come l’eolico offshore.
Vengono stabiliti principi nazionali per:
evitare conflitti con rotte marittime, pesca e tutela della biodiversità.
garantire un quadro più chiaro per gli investitori che vogliono sviluppare progetti a lungo termine.
Questo è un passaggio importante perché l’eolico offshore è una delle tecnologie con maggiore potenziale per aumentare rapidamente la quota di energia rinnovabile nel mix nazionale.
Tutele paesaggistiche e siti sensibili
Il nuovo decreto interviene anche sulle zone precluse, cioè quelle dove gli impianti non possono essere installati o possono esserlo solo con molte cautele.
Parliamo di aree con vincoli paesaggistici, siti UNESCO, parchi e territori di particolare pregio.
L’obiettivo è trovare un equilibrio tra:
la necessità di sviluppare velocemente le rinnovabili.
la tutela dei paesaggi più delicati e dei beni culturali.
In pratica si cerca di evitare sia il blocco totale, sia l’installazione indiscriminata, individuando criteri chiari su cosa si può fare e dove.
Collegamento con il Piano Transizione 5.0
Il DL 175/2025 non parla solo di aree idonee.
Nel testo sono contenute anche misure molto importanti per il Piano Transizione 5.0, che prevede crediti d’imposta per le imprese che investono in:
tecnologie digitali e 4.0.
efficienza energetica dei processi produttivi.
autoproduzione da fonti rinnovabili.
La combinazione tra incentivi fiscali e regole più chiare sulle aree idonee punta a rendere più semplice per le imprese decidere di investire in nuovi impianti fotovoltaici o in interventi di riduzione dei consumi.
Per chi vuole approfondire il quadro generale degli investimenti in rinnovabili e delle regole nazionali sulle aree idonee, è utile consultare anche la pagina dedicata della Camera dei Deputati sulle aree idonee per impianti a fonti rinnovabili.
Cosa cambia per famiglie, PMI e comunità energetiche
A prima vista un decreto sulle aree idonee sembra riguardare solo grandi operatori e sviluppatori di impianti.
In realtà ha effetti anche per famiglie, PMI e comunità energetiche.
Regole più chiare e autorizzazioni più veloci possono tradursi in:
più impianti rinnovabili installati in tempi brevi.
maggiore disponibilità di energia pulita sul mercato.
opportunità in più per comunità energetiche e autoproduzione condivisa.
Se ti interessa capire meglio come funziona una comunità energetica e quale impatto può avere sulla bolletta, puoi leggere la pagina dedicata alle CER – Comunità Energetiche Rinnovabili.
Impianti rinnovabili e scelta dell’offerta luce
La crescita degli impianti rinnovabili e la ridefinizione delle aree idonee si inseriscono in un contesto in cui i clienti finali si muovono nel mercato libero.
Per famiglie e piccole attività la domanda è sempre la stessa.
Come trasformare questa transizione in un risparmio concreto in bolletta?
Da una parte ci sono le nuove forme di autoproduzione e condivisione dell’energia.
Dall’altra resta fondamentale scegliere con attenzione la propria offerta luce e gas.
Per avere un quadro chiaro su come funziona il mercato puoi partire dalla guida su cos’è il mercato libero dell’energia.
Se invece ti stai chiedendo se oggi sia meglio una tariffa fissa o una tariffa variabile, puoi approfondire qui: tariffa fissa o variabile per luce e gas.
Per confrontare le proposte più interessanti del momento puoi consultare anche l’analisi dedicata a luce e gas più convenienti nel 2025.
Quando le aree idonee incidono sui costi in bolletta
Più impianti rinnovabili vengono installati in aree idonee, più aumenta la quota di energia prodotta a costo marginale molto basso.
Nel tempo questo contribuisce a rendere più stabile il prezzo all’ingrosso dell’energia e può attenuare gli effetti di nuove crisi del gas o di shock internazionali.
Per capire come questa componente incide sulla spesa finale, può essere utile approfondire anche il tema dei costi fissi in bolletta.
Sapere come si compone la bolletta aiuta a leggere meglio le offerte e a capire quali voci possono davvero scendere grazie alla crescita delle rinnovabili.
Conclusioni
Il DL 175/2025 è un passaggio chiave per la transizione energetica italiana.
Da un lato mette ordine sulle aree idonee, indicando con maggiore chiarezza dove si possono installare impianti rinnovabili e con quali limiti.
Dall’altro rafforza gli strumenti del Piano Transizione 5.0, dando alle imprese una cornice più stabile per investire in efficienza energetica e autoproduzione.
Per famiglie e PMI questo si tradurrà nel tempo in:
più energia prodotta da fonti rinnovabili.
maggiore stabilità dei prezzi all’ingrosso.
più opportunità per risparmiare scegliendo bene tra offerte, autoconsumo e comunità energetiche.
Se vuoi un aiuto concreto per leggere la tua bolletta o capire se la tua offerta luce e gas è in linea con questo nuovo scenario, puoi contattarmi tramite il blog.
Valuteremo insieme la soluzione più adatta al tuo profilo di consumo, sfruttando al meglio le opportunità aperte da queste nuove regole sulle rinnovabili.




